Elvio Mainardi, nasce ad Adria il 15 dicembre 1934. La sconfinata pianura polesana, alle foci del fiume Po, tra Venezia e Ravenna, lo affascina fin da ragazzo.
Le foschie e le nebbie che avvolgono quasi perennemente il paesaggio e lo rendono "magico", lo invitano ad osservare attentamente. Bagliori improvvisi di luce su povere case penetrate dall'umidità della nera terra, salici dalle grandi teste fradici d'acqua sfilanti lungo fossati interminabili, lingue di terra proiettate nel grande fiume, avvolte dalla nebbia che sembra assorbirle. Qui, Mainardi incontra la voglia di raccontare e la necessaria spinta per dipingere. Il desiderio di descrivere ogni sua esperienza vissuta, ogni emozione, ogni attimo di vita trascorso in mezzo alla sua gente. Nel 1952 espone le prime opere nella sua città natale, incontrando immediatamente il favore del pubblico e della critica locale. Suo primo maestro, T. Foster, che lo incanta per la sua irreale e surreale fantasia. Socio fondatore dei Circolo artistico adriese, riunisce tutti gli artisti della città e propone incontri frequenti, concorsi e visite a grandi mostre. Partecipando a concorsi nazionali ed internazionali, vince 26 primi premi in Italia e 3 all'estero. Nel 1960 si trasferisce a Bologna, dove, sotto la guida dei maestri Ilario Rossi e Corrado Corazza, studia ed apprende i grandi segreti dell'Arte. Nel 1961 realizza la sua prima mostra personale a Bologna. "Galleria la Scaletta" e nello stesso anno, si unisce in matrimonio con la moglie Lidia, dalla quale avrà due figli: Andrea a Silvia. Per undici anni, su incarico del Comune di Bologna, cura i restauri dei centro storico della città.
Ormai inserito nel tessuto emiliano, incontra e conosce i grandi maestri: Morandi, Saetti, Korompai ed espone periodicamente le sue opere, in personali e collettive, alla Galleria "Il Crocicchio", ottenendo sempre ottimo successo. Frequenta assiduamente gli studi di artisti, gallerie e raccolte private, vivendo un periodo intenso della cultura emiliana del momento. Nel 1973 si trasferisce in Valtellina, all'estremo nord dell'Italia, nella "magnifica terra", dove tuttora risiede. Qui, lontano dai disagi della grande città, in un luogo incantato, dove, pace, silenzio, nevi perenni e natura incontaminata, vivono in perfetta simbiosi, egli ritrova se stesso, la sua più profonda intimità di pensiero, la sua intima concentrazione ed un impellente bisogno di dipingere. Nel 1966 fa parte dei gruppo nazionale pittori "En plein air", incontrando artisti di tutta Italia, cogliendo l'occasione per arricchire ed affinare la sua pittura. Dal 1967 al 1981 esegue una lunga serie di dipinti per la Caterpillar americana, tutti di grande dimensione. Nel 1985 è chiamato a realizzare tre manifesti per i "Mondiali di sci" che ottengono immediatamente un imprevedibile successo in ogni parte del mondo, per il colore, la forza espressiva e dinamica delle sue figure e soprattutto per il ritorno della figurazione nel manifesto sportivo. Il 1986 ripropone a Mainardi l'America, dove realizzerà una serie di mostre e dove il pubblico americano potrà constatare che egli, nelle sue tele, trasporta lo stesso amore di un tempo per la sua terra d'origine, che non ha mai dimenticato. |